L’ombra dello scorpione – La NON recensione. Le 5 cose.

ombra

Quando la realtà sfiora la fantasia.

In queste settimane si è parlato molto di romanzi apocalittici e distopici, uno su tutti ha popolato le discussioni social: L’ombra dello scorpione, di Stephen King. Lo stesso autore, però, ha ridimensionato il paragone su Twitter (no, il coronavirus non è affatto come il virus nel mio romanzo, è infatti meno pericoloso e molto molto più gestibile) dunque, niente paura, godiamoci l’opera per quello che è: puro intrattenimento.

Ecco le cinque cose che ho imparato leggendo L’ombra dello scorpione.

1 – La paura, quella che fa correre un brivido sulle braccia, è spesso dentro di noi, nella nostra testa. In narrativa, questo metodo è molto efficace se si vuole “spaventare”. Spaventa più di un mostro, o del virus stesso.

2 – Gli intrecci tra personaggi rendono la lettura più appassionante e tridimensionale. Due sconosciuti su strade diverse si incontrano, cosa c’è di meglio? Siamo immediatamente spinti a continuare la lettura e porci delle domande.

3 – Accennare, di capitolo in capitolo, a personaggi in luoghi diversi rende il raggio d’azione più ampio e trasmette un senso di grande architettura. Siamo costantemente portati a chiederci cosa stanno facendo i personaggi X, Y e Z al momento della narrazione, e se mai le loro strade si incontreranno. Esempio: Mario stava rifettendo sulla prossima mossa, quando a 700 chilometri di distanza, Clara metteva in moto il motore e si dirigeva a…” Da scrittore trovo questo trucco molto utile per conferire un senso di continuità e collettività al romanzo.

4 – Il carattere dei personaggi cambia (deve cambiare, non si può fare altrimenti) nei momenti di pressione e paura. Lì, si scopre chi sono i cattivi e chi i buoni. Questo si può applicare a tutti i romanzi ed evitare, così, che i personaggi risultino piatti.

5 – I momenti di humor sono fondamentali, anche in un romanzo dark e dai contenuti forti. Rendono i personaggi più credibili e vivi. Quindi, non abbiate paura di inserire una battuta qua e là: siamo uomini, abbiamo bisogno di ridere… anche in momenti disperati.

A chi può piacere: ai lettori che amano romanzi di grande respiro (più di 1000 pagine), chi cerca puro intrattenimento e chi è dipendente dal fruscio della pagina che volta tra le dita.

3 risposte a "L’ombra dello scorpione – La NON recensione. Le 5 cose."

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